Hbitat è un progetto svolto in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Consiste in una collana di libri d’arte progettati e stampati da persone che hanno frequentato il corso di Grafica d’Arte sotto la supervisione di Sonia Gavazza. Alla stampa artistica realizzata in Accademia viene affiancata la fase di progettazione e stampa dei testi in caratteri mobili, nonché la legatura e l’allestimento, in Archivio Tipografico.
I libri prodotti nell’edizione pilota sono stati quattro. Le stesse persone che hanno progettato e stampato le opere hanno curato le fasi di composizione e stampa in più momenti di formazione collettiva e lavoro condiviso nel laboratorio di Archivio Tipografico.
Peso è un progetto di Maria Palese e Fabio Faviere
Tramite il segno e la sottrazione della materia, caratteristiche essenziali dell’incisione, si esplora il significato profondo che il peso porta con sé tramite la contrapposizione tra pesantezza e leggerezza, rapporto che Kundera ha definito come “la più misteriosa e ambigua tra tutte le opposizioni”. Il costante gioco di elevazioni e discese avviene allo stesso modo nella contrapposizione stilistica delle incisioni degli autori: ogni immagine nasce dall’incontro-scontro con le altre, in accostamenti sempre nuovi che lo stesso lettore può determinare grazie alla particolare rilegatura.
UN è un progetto di Angelica Vitella e Meiheng Chen
Il libro mostra una riflessione sui concetti dell’indeterminato e della relatività. In uno spazio in cui il bianco diventa protagonista. Troppo spesso l’essere umano è guidato dal desiderio di voler determinare le cose, di cercare un controllo su di esse, al fine di contrastare il senso di incertezza, indefinizione, solitudine. In Un le autrici si sono lasciate guidare dal desiderio di non desiderare di avere controllo: linee e forme essenziali danzano in uno spazio bianco che diventa musica, espressione, libertà.
Corredo di sopravvivenza per il figlio unico è un progetto di Sara Miotto, Luna Rosato e Francesca Bocchetto
Il libro nasce dalla volontà di mettere in luce la complessità dell’infanzia e in particolar modo la componente drammatica, malinconica e solitaria del nascere figlio unico: un bambino senza fratelli e sorelle con cui giocare e fare esperienze, al punto di aver bisogno di un “corredo” di dispositivi per potersela cavare nella vita. Nasce così un cofanetto tutto blu, come il colore della malinconia, contenente un micro-macromondo da scoprire con lentezza e in cui perdersi in momenti di ritrovata solitudine.
Abisso è un progetto di Chiara Milione e Camilla Pavone
Immagini dalle molteplici consistenze che si stratificano su carte di differenti opacità dialogano con le poesie per raccontare le cicatrici di un abisso climatico che è al contempo emotivo e psicologico e si cela nel profondo dell’essere umano. In una doppia direzione, il libro vuole scavare nelle profondità più temute e poi invitare a riemergere verso immagini più luminose e speranzose.